AFTA EPIZOOTICA: L’IZSLER IN CAMPO PER SENSIBILIZZARE GLI OPERATORI SULL’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

Il 16 aprile 2025 l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (Izsler) ha organizzato un webinar dedicato al rischio rappresentato dalla diffusione dell’Afta Epizootica in Europa e in Italia.

Hanno partecipato il Direttore generale alla sanità animale presso il ministero della Salute, Giovanni Filippini; Tiziana Trogu, Responsabile dell’Unità operativa del Reparto virus vescicolari e produzioni biotecnologiche dell’Izsler; Silvia Bellini, Dirigente veterinario dell’Izsler e Loris Alborali, Direttore sanitario dell’Izsler.

Circa un migliaio in totale, stando ai conteggi degli organizzatori, le persone collegate da remoto e su Youtube, a dimostrazione che l’Afta Epizootica, malattia virale che colpisce prevalentemente suini, bovini e ovini e che nei mesi scorsi ha fatto la sua comparsa in Europa con tre focolai rispettivamente in Germania, Ungheria e Slovacchia, preoccupa gli allevatori e gli operatori del settore zootecnico, con i suinicoltori già alle prese con i drammatici effetti della Peste suina africana.

Prevenzione è dunque la parola d’ordine a cui appellarsi. Lo ha sottolineato Giovanni Filippini ricordando che questa è la prima misura da adottareper difendere la zootecnia italiana. E prevenzione significa biosicurezza, a cui si unisce l’attività messa in campo dal ministero della Salute per evitare, con i dovuti controlli ispettivi e gli interventi di disinfezione alle frontiere dei mezzi di trasporto per animali da vita e da macello, che il virus dell’Afta Epizootica entri nel territorio italiano. “Con la regionalizzazione – ha dichiarato nel suo intervento – gli animali allevati nelle zone di restrizione di Ungheria e Slovacchia non possono essere movimentati, cosa che invece è ammessa per quelli allevati nelle altre aree non infette dei medesimi Paesi. Questo purtroppo non ci mette totalmente al riparo dal rischio di ingresso di un virus particolarmente diffusivo ed è proprio per questo che dobbiamo elevare il livello di allerta”.

“Fino a qualche anno fa l’Europa era indenne dal virus dell’Afta Epizootica – ha spiegato nel suo intervento Silvia Bellini – nonostante circolasse in diversi altri continenti e fosse endemica in Asia e in Africa. Questa condizione di privilegio, se così vogliamo chiamarla, è terminata a gennaio scorso con il primo focolaio esploso in Germania, addirittura in un allevamento di bufale, specie non propriamente tipica della zootecnia tedesca. Questo per dire che se l’Afta Epizootica si manifesta in un Paese indenne vuol dire che il virus è entrato con animali vivi infetti, con prodotti e/o sottoprodotti di origine animale contaminati compreso il materiale genetico: solo da dicembre 2024 al 16 gennaio 2025 in Italia, provenienti dalla Germania, sono entrati 4.352 suini che fortunatamente, comunque, non erano infetti. Alla luce di tutto questo occorre quindi fare tutto il possibile per tenere l’Afta Epizootica molto lontano dal nostro Paese e dai nostri allevamenti”.

La sintesi di Loris Alborali, rivolta ovviamente anche agli allevatori di bovini e ovini collegati al webinar, si è concentrata sulla necessità di applicare le misure più scrupolose di biosicurezza dentro e fuori gli allevamenti evitando l’ingresso di animali di cui non si conosce la provenienza e delle persone estranee all’azienda, procedendo con un’accurata pulizia e disinfezione degli automezzi in entrata, ricorrendo in ogni caso alla quarantena degli animali da introdurre in allevamento e, ultimo ma non per importanza, sensibilizzando a tutti questi accorgimenti il personale aziendale.

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