Semaforo verde della Thailandia per l’import di carne suina italiana. Altri 5 milioni di euro per gli allevatori colpiti dalla Peste Suina africana

La Thailandia riprende le importazioni di carne suina stagionata proveniente dall’Italia.

Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida dopo che il Department of Livestock Development thailandese ha ufficializzato l’autorizzazione. Il blocco dell’import era stato imposto il 1 febbraio 2022 all’indomani della comparsa nel nostro Paese della prima positività alla PSA riscontrata in una carcassa di cinghiale. “La riapertura del mercato thailandese conferma la fiducia verso le nostre eccellenze agroalimentari – ha dichiarato il ministro – e la capacità dell’Italia di affermarsi a livello internazionale grazie all’impegno e alla collaborazione tra imprese e istituzioni. Dopo oltre due anni di intensi negoziati, e in stretto coordinamento con il ministero della Salute, la struttura commissariale per la Peste Suina Africana e la rappresentanza italiana a Bangkok siamo giunti alla soluzione del problema”.

La Thailandia rappresenta una fetta importante dell’export di carni suine nel continente asiatico e la riapertura del mercato di riferimento consentirà di tornare ai livelli di export pre2022 che oscillavano intorno a 7 milioni di euro.

Intanto, con l’approvazione nei giorni scorsi del Decreto legge da parte del Consiglio dei Ministri in merito al Fondo per l’innovazione in agricoltura che ha incrementato il precedente stanziamento (175 milioni di euro) di ulteriori 47 milioni per il 2025, altri 5 milioni di euro sono stati stanziati in favore degli allevatori colpiti dalla PSA che si vanno a sommare ai 24 milioni già erogati dal ministero dell’Agricoltura e consentiranno, si legge in un comunicato, di dare risposta a tutte le imprese che hanno subito danni a seguito della diffusione della malattia.

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