Suini immuni al virus della PRRS? Il traguardo sembra avvicinarsi.
Al momento però solo negli Stati Uniti, dove la Food and Drug Administration ha dato semaforo verde al primo maiale ottenuto con il Genome editing.
L’importante risultato è scaturito dalle ricerche scientifiche del Roslin Institute dell’Università di Edimburgo (UK).
“La notizia è molto importante – sottolinea Annalisa Scollo, docente all’Università di Torino e componente del Comitato Scientifico della Giornata della Suinicoltura – anche se in Europa, dove la regolamentazione del gene-editing è più stringente rispetto agli USA, è molto difficile prevedere se e quando vedremo un suino resistente alla PRSS. È importante però il fatto che almeno negli Stati Uniti sia stato approvato. In passato la stessa via era stata intrapresa per ottenere vacche senza corna, ma poi il mercato si è fermato e quindi prima di alimentare legittime speranze nei confronti di suini immuni alla PRSS occorre grande cautela”.
“Il gene-editing – ha dichiarato all’Adnkronos Alan Archibald del Roslin Institute – offre l’opportunità di aumentare la sicurezza alimentare, ridurre gli sprechi e le perdite causate dalle malattie infettive con positivi effetti sul benessere animale: i risultati che abbiamo ottenuto dalle nostre ricerche ci avvicinano alla realizzazione di questi benefici e in particolare ci aiutano ad affrontare una malattia che nella sola Europa, ogni anno, genera un danno economico al settore suinicolo che supera 1,5 miliardi di euro”.