Uno studio sul pelo dei suini rivela le eventuali alterazioni ormonali causate da malattie nella fase neonatale

È possibile che i segni di eventi clinici precoci nei suinetti rimangano impressi nel loro pelo sottoforma di alterazioni ormonali?

Intorno a questa domanda si è sviluppato uno studio che ha coinvolto il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, il Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell’Università di Udine, il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli e il Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia.

Tra i docenti coinvolti, Annalisa Scollo ha partecipato per l’Università di Torino dove ricopre il ruolo di professore associato.

“Abbiamo analizzato i livelli di cortisolo e DHEA-solfato nei peli di suini – spiega – osservando che chi ha sperimentato sindromi enteriche o neurologiche nella fase neonatale anche mesi dopo presenta un profilo ormonale alterato. Questi due ormoni sono già ampiamente utilizzati in medicina umana come indicatori di stress cronico, disturbi psichici e malattie infiammatorie, ma il loro impiego in veterinaria è ancora in una fase esplorativa. Questi risultati – continua Scollo – aprono la strada a nuove possibilità di monitoraggio del benessere e del pregresso sanitario attraverso l’analisi del pelo: un tessuto stabile, non invasivo e potenzialmente predittivo”.

Tutto lo studio completo a questo link.

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14 ottobre 2026, dalle 16.30
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