Con la scoperta a fine novembre scorso del virus della Peste Suina Africana in due carcasse di cinghiale nella provincia di Barcellona, la Spagna sta mettendo in atto tutte le misure necessarie per evitare la diffusione della malattia a tutela degli allevamenti suinicoli. Nei giorni scorsi, come riporta l’agenzia di stampa Agrapress, il ministro dell’Agricoltura, Luis Planas, ha dichiarato che “le prossime due settimane saranno cruciali e se verrà confermato che non c’è diffusione negli allevamenti riuscendo a bonificare con efficacia la zona, avremo fatto un grande passo avanti”. https://www.agrapress.it/2025/12/psa-planas-spagna-le-prossime-due-settimane-saranno-cruciali/
I Paesi extra-UE che hanno annunciato restrizioni o sospensioni delle importazioni di carne suina spagnola a causa della scoperta della PSA nella zona adiacente Barcellona includono il Messico, che ha sospeso temporaneamente tutte le importazioni insieme al Giappone; Taiwan che ha vietato l’ingresso di tutti i prodotti a base di carne suina spagnola e di suini vivi ; la Cina ha vietato l’importazione specificamente dalla provincia di Barcellona ma ha riconosciuto la regionalizzazione come ha fatto il Cile e la Nuova Caledonia. Il Regno Unito ha mantenuto le importazioni. Gli USA e la Corea del Sud hanno adottato il principio di regionalizzazione e ad eccezione quindi della provincia di Barcellona, in Catalogna, continuano a importare carne e prodotti suinicoli trasformati spagnoli.
Si tratta di una situazione ovviamente molto delicata che ha un impatto molto importante sul settore suinicolo spagnolo. Attualmente le Autorità spagnole stanno lavorando con la Commissione per convincere Taiwan ad accettare il regime di regionalizzazione uguale a quello approvato da altri Paesi terzi