Il progetto di Ricerca Corrente Strategica 2023 “ASFree M.e.a.t.” (African Swine Fever free M.e.a.t. – meet export agreement on trading), promosso dal ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZSUM), mira a studiare nuovi metodi per garantire la sicurezza dei prodotti di salumeria nel contesto della pandemia causata dalla Peste Suina Africana (PSA).
L’obiettivo è quello di favorire la continuità dell’export verso i mercati internazionali.
Il progetto affronta con un approccio scientifico sperimentale il problema della persistenza del virus PSA nei prodotti stagionati, proponendo metodologie moderne di rilevazione (come la PCR digitale e l’isolamento virale) e il trattamento innovativo HPP (High Pressure Processing), tecnica non termica capace di inattivare il virus in alimenti confezionati.
A fornire valore scientifico e robustezza ai dati sono le quattro unità operative coinvolte, appartenenti a importanti Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani (IZSLER, IZSVe, IZSAM e IZSUM), coordinate dal Centro di Referenza Nazionale per la PSA (CEREP) di Perugia.
Il progetto, articolato in sei fasi sperimentali, include modelli in vitro e in vivo, sviluppo di protocolli diagnostici e sistemi di tracciabilità blockchain per la certificazione. L’obiettivo ultimo è preservare il valore commerciale del comparto suinicolo (in particolare quello italiano), garantendo elevati standard di biosicurezza. Il forte interesse suscitato dal progetto è legato anche al suo potenziale impatto sulle future norme internazionali per la commercializzazione dei prodotti di origine suina in un contesto globale fortemente condizionato dalla diffusione pandemica della PSA.
Durante il workshop del 14 maggio 2025 svoltosi a Bologna, sono stati presentati gli aggiornamenti sul progetto ASFree M.e.a.t., con particolare attenzione agli avanzamenti nelle fasi sperimentali.
I ricercatori hanno illustrato i risultati preliminari sulla contaminazione artificiale dei salumi e la validazione dei metodi biomolecolari per il rilevamento del virus. Sono stati discussi i primi dati sull’efficacia del trattamento HPP che mostrano una promettente capacità di inattivare la PSA in prodotti a breve stagionatura.
È stata inoltre discussa l’efficacia iniziale del trattamento HPP, che ha mostrato un’ottima capacità di inattivazione del virus nei prodotti a breve stagionatura.
È stato anche presentato il primo modello per la tracciabilità digitale dei prodotti tramite blockchain, elemento chiave per la trasparenza e la certificazione.
Il workshop ha registrato un forte interesse da parte di istituzioni, imprese e stakeholder di settore, data la portata strategica del progetto nel rivedere e orientare le normative sanitarie e commerciali legate all’export di prodotti suinicoli in un contesto di emergenza PSA.